Musée Massena
Mostra “Palme, rami di palma e palmette”

Henri MATISSE - Nature morte aux grenades (Natura morta con melograne), 1947
Olio su tela
Musée Matisse, Nizza
© Successione H. Matisse
Foto: François Fernandez

Il contributo del commissario generale

“Ringrazio Louis Mézin, Conservatore del Musée Masséna, per aver accettato di accogliere nel suo museo questa mostra, per la quale condividiamo il commissariato. Ciò mi permette di rivivere ancora una volta l'eccitazione intellettuale che un commissariato procura. L’ultima volta che ho avuto questo piacere è stato a Venezia, in occasione della mostra “Roma e i Barbari”. A Nizza come a Venezia mi dedico a investigare la relazione tra la Storia e la Storia dell'Arte, tra la storia delle idee e la storia delle forme, tra le continuità sotterranee e le rotture apparenti. La Storia dell'Arte, come quella del mondo, è costituita da questa sottile alchimia.”Jean-Jacques Aillagon

La presentazione da parte del commissario della mostra

Chi si prende un po’ di tempo per passeggiare per Nizza è immediatamente colpito dal numero e dalla varietà delle palme che decorano le vie, le piazze e i giardini. Eppure se la famiglia delle palme, chiamata Arecaceae, comprende più di 3 000 specie ripartite sul globo terrestre, di specie autoctone sulle rive della Francia meridionale se ne trova solamente una, il Chamaerops humilis, così chiamato per la sua esigua altezza. Apprezzata per le sue qualità decorative viene però soppiantata all’inizio del XIX secolo dall’acclimatazione delle prime specie tropicali. Questo fenomeno sarà sempre più marcato durante tutto il secolo, a tal punto che si parlò di una colonizzazione della Costa Azzurra da parte della palma. La moda della palma d’altra parte non si limita alla Francia mediterranea. Anche la Bretagna finirà per essere conquistata da questa moda. Rimane il fatto che la palma venne eretta, sin dalla fine del XIX secolo, a vero e proprio simbolo della Costa Azzurra dov’è considerata, da allora, come una specie indigena. Lo testimoniano i molti manifesti pubblicitari che pubblicizzano la destinazione della Costa Azzurra, dalla Belle Époque fino a oggi.
Questa invasione del paesaggio da parte della palma è d’altra parte uno dei sintomi dello sviluppo del turismo balneare. La consacrazione della palma ha così seguito lo sviluppo del turismo balneare sulla Costa Azzurra che gli inglesi, precursori in materia di villeggiatura, chiamano la French Riviera. I russi a loro volta prendono gusto alla villeggiatura. L’inaugurazione della chiesa ortodossa di Saint-Nicolas-Sainte-Alexandra nel 1859, illustra la precocità della presenza russa a Nizza. È il turno poi degli artisti, che rispondono al richiamo del Mediterraneo e della sua luce. Nel 1882 Renoir venne stregato da L’Estaque dove ritrovò Cézanne. L’anno seguente porta con sé Monet per un viaggio di studio sulla Riviera. Monet ha la sensazione di scoprire “un paese fatato”. La tendenza prende piede e il Mediterraneo diventa una destinazione ricercata dagli artisti. Nel 1904, Henri Matisse si reca, su invito del suo amico Signac, a Saint-Tropez. Ne emergerà un capolavoro, Lusso, calma e voluttà.
Da quel momento i temi legati alla Costa Azzurra invadono la pittura di Matisse, strutturandosi attorno a tre elementi principali: la finestra, aperta verso l'esterno, le persiane, che spesso gli vengono associate, e la palma. Sulla scia di Matisse altri pittori, a cominciare da Picasso, Bonnard e Dufy cedono all’attrazione mediterranea e integrano nei loro quadri l’ormai inevitabile palma.
Nonostante il carattere relativamente recente di questa fascinazione per questo vegetale, è bene ricordare che la palma e il ramo di palma appartengono, sin dall’Antichità, al repertorio iconografico della cultura occidentale. Gli Inni omerici raccontano come Leto avesse partorito Apollo sull’isola di Delo, aggrappandosi a una palma che diventa, in virtù di ciò, uno degli attributi del dio. La palma, sin dalla remota antichità, è legata all'esotismo mitologico. Questo primo esotismo si apre su di un altro, questa volta di stampo biblico, a dimostrazione dell’enorme influenza che sia l’Antico che il Nuovo Testamento hanno avuto sulla cultura occidentale e di conseguenza sulle sue creazioni artistiche. Durante la Fuga in Egitto la santa famiglia si riposa sempre all’ombra di una palma; Cristo entra a Gerusalemme acclamato da una folla festante che agita dei rami di palma. A questo secondo esotismo ne subentra un terzo, originatosi a seguito delle imprese marittime degli Stati europei destinate a scoprire nuove terre, allora sconosciute, e alla costituzione degli imperi coloniali. Ne sono testimoni le illustrazioni della Campagna d’Egitto, alla fine del XVIII secolo, o, a partire dal 1830, quelle della conquista dell’Algeria. Questo esotismo viene introdotto dall’orientalismo, corrente della pittura occidentale che attraversa il XIX secolo e prosegue fino all’inizio del XX secolo .
Se la palma è un sintomo dei bisogni di esotismo, la foglia di palma assume una valenza simbolica che, anch’essa, attraversa la storia dell’arte, simbolo della Vittoria, nelle prove sportive o nei combattimenti militari, simbolo del trionfo della fede sull’apostasia e dunque simbolo del martire e, di conseguenza, attributo dei martiri .
Infine la palmetta, derivato stilizzato della palma, non ha mai abbandonato l’ambito delle arti decorative dall’Antichità fino al XX secolo. Sotto l’Impero è oggetto di un utilizzo allo stesso tempo intensivo e estensivo, basti pensare ai mobili, alle mensole, alle poltrone, agli armadi e guéridon riempiti con il motivo della palmetta, in bronzo dorato o in legno con rechampi. La fine dell’Impero, nel 1815, non segna la scomparsa né della palmetta, né della palma come motivo decorativo. A partire dalla Restaurazione i produttori di tappezzeria se ne impadroniscono. Un secolo più tardi, con l’avvento dell’Art déco, la palma torna alla ribalta sia nel mobilio che nella creazione tessile.
Villa Masséna, comme indica il nome, fu costruita dal principe di Essling, discendente di Masséna, maresciallo dell’impero. In memoria del suo avo e dell’epoca che fece la fortuna della sua famiglia, il principe fece decorare i saloni della sua villa in stile Impero. Le palmette sono ovunque e per questo il luogo è stato scelto per accogliere una mostra tematica dedicata alle palme, alle foglie di palma e alle palmette che costituiscono, allo stesso tempo, il minimo e il massimo comun denominatore fra Matisse e Nizza. Da ciò emerge quanto un tema importante dell’opera di Matisse sia radicato nella storia dell’arte e allo stesso tempo in quella del paesaggio nizzardo.
Jean-Jacques Aillagon

Il contributo del commissario generale

“Ringrazio Louis Mézin, Conservatore del Musée Masséna, per aver accettato di accogliere nel suo museo questa mostra, per la quale condividiamo il commissariato. Ciò mi permette di rivivere ancora una volta l'eccitazione intellettuale che un commissariato procura. L’ultima volta che ho avuto questo piacere è stato a Venezia, in occasione della mostra “Roma e i Barbari”. A Nizza come a Venezia mi dedico a investigare la relazione tra la Storia e la Storia dell'Arte, tra la storia delle idee e la storia delle forme, tra le continuità sotterranee e le rotture apparenti. La Storia dell'Arte, come quella del mondo, è costituita da questa sottile alchimia.”Jean-Jacques Aillagon


Pablo PICASSO (dit) Pablo RUIZ PICASSO (1881-1973)
La Baie de Cannes (La Baia di Cannes)
19 aprile - 9 giugno 1958
© Successione Picasso - 2013
Ubicazione: Parigi, Museo Picasso
© RMN-Grand Palais / Franck Raux



Youssef Nabil, Self portrait with the sunset, Rio de Janeiro, 2005
Courtesy of the artist and Galerie Nathalie Obadia, Paris/Bruxelles

Informazioni pratiche

Musée Massena

65, rue de France - 06364 Nice cedex 4
Tél : (+33) 04 93 91 19 10
www.nice.fr/Culture/Musees-et-expositions/Villa-Massena
- Tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00 tranne il martedì, il 1o gennaio, la domenica di Pasqua, il 1o maggio, il 25 dicembre
- Accesso possibile da Promenade des Anglais n° 35 - Bus n°3-9-10-14-22-52-94 : fermata
Rivoli

Attività @ Musée Massena

Sabato 22 giugno
Visita della mostra “Palme, rami di palma e palmette” con commento di Jean-Jacques Aillagon, commissario della mostra
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