Musée Matisse
“Matisse. La musica all’opera”

Henri Matisse - La Tristezza del re, 1952
Guazzi ritagliati, 292 x 386 cm - © Successione H. Matisse
Foto: Centro Georges Pompidou, MNAM-CCI, Dist. RMN-Grand Palais

Il contributo del commissario generale

“È con entusiasmo che ho fornito il mio sostegno al progetto di Marie-Thérèse Pulvénis de Seligny di sottolineare il cinquantesimo anniversario del Musée Matisse con la presentazione della mostra “Matisse. La musica all’opera”. La musica è infatti uno dei temi ricorrenti nell’opera di Henri Matisse. Quanto alla sua musicalità, è proprio la mostra che ce ne mostra i risvolti sottili. Ringrazio coloro che hanno effettuato i prestiti e che hanno accettato di accompagnare questo progetto interessante e in particolare il Centro Pompidou-Museo Nazionale di Arte Moderna, che ha reso possibile il prestito della “Tristezza del re”, opera nella quale ho sempre visto una sorta di corrispettivo moderno del Re David suona l’arpa del Domenichino che adornava la camera di Luigi XIV, grande re che, come Davide, amava la musica e sapeva di essere sempre un peccatore, un penitente, un perdonato…”
Jean-Jacques Aillagon

La presentazione da parte del commissario della mostra

Per celebrare i suoi cinquant’anni, il Musée Matisse presenta la mostra “Matisse.
La musica all’opera”, il cui tema percorre l’arte del pittore. Legato alla sua presenza a Nizza, esso permette di rendere omaggio alla famiglia Matisse le cui donazioni successive hanno condotto alla creazione del museo nel 1963.
“Certamente la musica e il colore non hanno nulla in comune, eppure esse seguono delle vie paralle”. Note e colori sono legati a una medesima ricerca di espressione. Matisse fa riferimento alla musica per evocare le sue composizioni, temi, ritmi, variazioni, armonie di colori.
Il percorso della mostra si articola attorno a due filoni:
- il silenzio della musica ricorda il legame intimo che unisce Matisse alla musica e le diverse rappresentazioni presenti nella sua opera;
- la sonorità del colore illustra la corrispondenza che il pittore rileva fra colore e suono.
Il prestito prestigioso della Tristezza del re (1952), concesso in via eccezionale dal Centro Pompidou-Museo Nazionale d’Arte Moderna in occasione dei cinquant’anni del museo, apre la mostra in modo maestoso.
Quest’opera eseguita con guazzi ritagliati fa parte delle creazioni di grandi dimensioni realizzate da Matisse. Essa rappresenta David che con la sua musica intrattiene il re Saul. A compimento dell’arte del pittore, la Tristezza del re, realizzata a Nizza durante gli ultimi anni della sua vita, al Régina, vicino al museo, è al contempo una sintesi delle ricerche di Matisse e una prospettiva per l’Arte Contemporanea.
La mostra permette di seguire, tappa dopo tappa, le relazioni tra la musica, il disegno, il colore in un insieme armonioso e ricco di variazioni.
Matisse pratica il violino per gusto personale, ma anche per dei motivi inattesi: “A Nizza nel 1918 \[…] si mise a studiare molto seriamente il violino, \[…] è che ho paura di perdere la vista e di non poter più dipingere”.
Matisse trova nella musica un metodo rigoroso e una tecnica precisa che corrispondono al suo modo di lavorare.
Il disegno preparatorio del dipinto il Violinista alla finestra, realizzato nel 1917 durante il suo primo soggiorno a Nizza, che per Matisse fu un periodo di interrogazione, rappresenta suo figlio Pierre mentre suona il violino di fronte all’orizzonte infinito del mare, illustrando il sentimento di ricerca e di evasione che la musica offre. Nel 1918-1919 il dipinto Interno con
violino, con l'enigmatica custodia aperta e vuota, luminoso nel suo blu, suggerisce le infinite fonti d'ispirazione che la musica provoca.
La musica entra a far parte della vita del pittore e, allo stesso tempo, della sua opera. Nel 1917, a Issy-les-Moulineaux, Matisse dipinge la sua figlia maggiore Marguerite seduta al pianoforte con suo fratello Pierre davanti a una partitura di Haydn. Ognuno dei figli del pittore pratica la musica: Marguerite suona il piano, Jean il violino.
A partire dagli anni 1920 a Nizza, Matisse raffigura, in alcuni dipinti che rappresentano l’interno del suo appartamento-atelier di Place Charles Félix, degli elementi legati alla musica, come un grammofono, dei violini.
In questo ambiente familiare hanno luogo delle sedute musicali dove dipinge la modella Henriette al pianoforte, sola in Piccola pianista, abito blu, e circondata dai suoi fratelli in Pianista e giocatori di dama del 1924. Certi strumenti, come l’armonium, diventano il soggetto principale di un dipinto e sono trattati alla stessa stregua di un ritratto. La forma e l’estetica degli strumenti musicali offrono al pittore la possibilità di reinterpretazione, come in La Tavola Imbandita del 1915, ispirata alla copia di Dadidz de Heem del 1893.
In numerosi dipinti Matisse utilizza gli strumenti musicali come elementi decorativi che accompagnano i modelli e che sono parte integrante delle curve e degli arabeschi della composizione, come in Il Paravento moresco, 1921-1922.
Per Matisse il gesto del musicista assomiglia a quello dell’incisore e del disegnatore.
“\[…] La sgorbia, come l’archetto, è direttamente in relazione con la sensibilità dell’incisore”. La pratica del violino necessita di una disciplina che per Matisse assomiglia all’indispensabile precisione del gesto del disegnatore.
Questa particolare relazione di Matisse con la musica si sviluppa in un percorso dove vengono affrontati i temi: musica e danza, linea e melodia, Jazz, Temi e Variazioni, musiche d’altrove, orchestrazione della cappella di Vence, la sonorità del colore, musica e colore come fonte di armonia.
Questo ricco percorso sarà costituito da opere provenienti da musei quali il MoMA di New York, la National Gallery di Washington, il Philadelphia Museum of Art, il Baltimore Museum of Art, il Musée National d’Art Moderne, il Centro Pompidou, il Musée de l’Orangerie, la BnF di Paris, il Museo Matisse di Cateau-Cambrésis, la Fondazione Emile Hugues di Vence, i Balletti di Monte Carlo, la Bibliothèque Musicale François-Lang, Asnières-sur-Oise, la Congregazione dei Domenicani del Rosario di Vence, la Fondazione Théodore Strawinsky di Ginevra, oltre che da collezioni private.


La Piscina

Seguendo questo corso giungiamo alla presentazione della nuova donazione della ceramica La Piscina da parte di Claude e Barbara Duthuit nel 2011. Conformemente al desiderio di sua madre, Marguerite Duthuit, figlia di Matisse, Claude Duthuit fa realizzare La Piscina in ceramica dal ceramista Hans Spinner a partire dalla composizione in guazzi ritagliati del 1952, conservata al MoMA di New York. Matisse concepisce La Piscina come una fonte di freschezza mentale. Per lunghe settimane sposta delle forme di corpi in carta blu su una fascia di carta bianca apposta alle pareti. Con La Piscina l’arte di Matisse prende una nuova direzione, passando da un insieme di forme e colori sovrapposti su di una superficie piana a un ambiente, come la Cappella di Vence del 1951.
Marie-Thérèse Pulvénis de Seligny

Il contributo del commissario generale

“È con entusiasmo che ho fornito il mio sostegno al progetto di Marie-Thérèse Pulvénis de Seligny di sottolineare il cinquantesimo anniversario del Musée Matisse con la presentazione della mostra “Matisse. La musica all’opera”. La musica è infatti uno dei temi ricorrenti nell’opera di Henri Matisse. Quanto alla sua musicalità, è proprio la mostra che ce ne mostra i risvolti sottili. Ringrazio coloro che hanno effettuato i prestiti e che hanno accettato di accompagnare questo progetto interessante e in particolare il Centro Pompidou-Museo Nazionale di Arte Moderna, che ha reso possibile il prestito della “Tristezza del re”, opera nella quale ho sempre visto una sorta di corrispettivo moderno del Re David suona l’arpa del Domenichino che adornava la camera di Luigi XIV, grande re che, come Davide, amava la musica e sapeva di essere sempre un peccatore, un penitente, un perdonato…”
Jean-Jacques Aillagon


Henri Matisse - La Piscina - Ceramica
alt.: 2,30m; lungh. Pannello sinistro: 8,47m; lungh. Pannello destro: 7,96m
Collezione Musée Matisse, Nizza – Donazione di Claude e Barbara Duthuit, 2011.
© Successione H. Matisse - Foto: Archivi Henri Matisse

Informazioni pratiche

Musée Matisse

164, avenue des Arènes de Cimiez - 06364 Nizza cedex 4
Tel: (+33) (0)4 93 81 08 08
www.musee-matisse-nice.org
Tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00 tranne il martedì, il 1° gennaio, la domenica di Pasqua, il 1° maggio, il 25 dicembre
Accesso: Bus n°15-17-20-22-25: fermata Arènes/Musée Matisse

Attività @ Musée Matisse

Sabato 22 giugno, 19:00:
Creazione – rappresentazione: Matisse e la musica
Regista: Michel Herrmann. Attrice: Ariane Alban.
Auditorium piano -2.
Mercoledì 26 giugno, 15:30:
Recital flauto e voce in omaggio a Henri Matisse
François Veilhan: Henri Matisse: la linea e l’armonia
Auditorium piano -2.
Sabato 6 luglio, 19:30 – 20:30:
Concerto jazz della della Compagnie So What. Ospite: Barre Philips
Patio esterno, piano -2.
Giovedì 18 luglio, 16:00 – 17:00
Commento musicale di un’opera di Matisse: Dalla pittura alla musica e ritorno
Allievi di fine ciclo del Conservatorio Conservatoire National à Rayonnement Régional di Nizza
Sale della collezione permanente del museo.
Mercoledì 7 agosto, 21:00 – Chiostro del Monastero di Cimiez
Sotto l’egida della Città di Nizza, l’Associazione degli Amici del Musée Matisse e l’Académie Internationale d’Eté di Nizza si associano per creare, nell’ambito dell’evento Nizza 2013. Un’estate per Matisse un momento musicale d’eccezione al Chiostro del Monastero di Cimiez.
Due grandi artisti, il pianista David Kadouch e il violinista Laurent Korcia, per il loro primo incontro artistico, evocheranno Matisse in musica, quella del suo tempo, con Debussy, Ravel, Fauré e quella che ciascuno sente dentro quando osserva le opere del pittore. Emozione, intensità. Movimento, armonia, vibreranno nell’aria d’estate del Chiostro di Cimiez a pochi passi dai quadri esposti nel Musée Matisse.
Informazioni/riservazioni al 0800 950 850 e online concerts.hexagone.net
Chiostro del Monastero di Cimiez, piazza Jean-Paul II - Nizza
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