Musée des Beaux Arts
Mostra “Gustave Moreau, maestro di Matisse”

Gustave MOREAU
Gli unicorni,
© RMN - R.G. Ojeda

Il contributo del commissario generale

“Come non desiderare, in occasione del cinquantenario del Musée Matisse, di evocare al Musée des Beaux-Arts, così ricco di opere di Gustave Adolphe Mossa, questo simbolista nizzardo, la figura di Gustave Moreau di cui Henri Matisse frequenta l’atelier? È in questo modo che è nato il progetto di questa mostra. Sono grato a Marie-Cécile Forest, direttrice del Musée national Gustave Moreau, per essersi gentilmente dedicata a questo progetto insieme a Anne Stilz e aver permesso così la creazione di un vero e proprio allestimento esterno del Musée national Gustave Moreau a Nizza. Il visitatore sarà invitato a scoprire rispetto all’opera di Gustave Moreau alcune delle premesse dell’opera di Henri Matisse che fu suo allievo, senza accontentarsi di esserne un semplice discepolo.
Jean-Jacques Aillagon

La presentazione del commissario della mostra

Il Museo di Belle Arti propone di rendere omaggio al pittore Gustave Moreau mediante un approccio alla sua opera dal punto di vista del suo allievo Henri Matisse, entrato al suo atelier della Scuola di Belle Arti nel 1893.
Questo atelier fu un vero laboratorio di ricerca, un vivaio di artisti che, in modi differenti, presero parte all'avventura della modernità pittorica del ventesimo secolo e in particolare al primo scandalo al Salone d’Autunno del 1905, con Matisse presente al centro della sala 5 fra questi nuovi dissidenti soprannominati i pittori “Fauves”! È sempre d’attualità interrogarsi a proposito della natura dell’insegnamento messo in atto da Moreau. In effetti, in che modo questo padre del Simbolismo pittorico, movimento ostile al “Progresso”, come inteso da Auguste Comte, poteva captare l’interesse di questi giovani studenti, avidi di libertà creativa? Difatti il discorso del Maestro doveva consistere, prima di tutto, nella scoperta delle tecniche dei classici: Poussin, Raffaello, Ingres, coloro che invitava a osservare al Louvre. Inoltre Moreau praticava volentieri il “laisser faire”, sollecitando l'immaginazione a partire dai due elementi fondamentali della pittura: il colore e il disegno. Le intenzioni di Moreau erano spesso molto poetiche e evocatrici: “il colore dev’essere sognato, pensato, immaginato…” oppure ancora “l’evocazione del pensiero attraverso la linea, l’arabesco, e i mezzi plastici, ecco il mio scopo 1.” Il Maestro non imponeva dunque alcun metodo, alcuna rigidità.
Piuttosto avrebbe volentieri rivendicato il celebre “Diventa ciò che sei” di Nietzsche.
La mostra si sviluppa dunque in tre tempi. Dopo aver preso conoscenza dei valori essenziali comunicati da Moreau nel suo atelier, si raggiungerà una seconda sala dedicata alla trattazione del disegno. Il pittore utilizza questa tecnica per praticare l’ornamentazione, a volte a oltranza. In alcuni casi si possono osservare i primi segni caratteristici dell’Art Nouveau, con la finezza dell’arabesco che serpeggia sulla superficie dell’opera. Altrove Moreau sintetizza, ripulisce fino all'estremo, in modo sorprendente per l'epoca.
Si riesce a individuare ciò che Matisse seppe tener presente, appropriandosi poco a poco di un intero registro decorativo proveniente dall'Oriente, al quale senza dubbio a sua volta applicherà concisione e purificazione. Moreau non gli aveva forse predetto: "lei semplificherà la pittura"? Un’altra sala è dedicata alla trattazione del colore. Un gran numero di quadri inediti, prestiti generosi del Musée National Gustave Moreau permettono di ricostruire tutto il percorso che condusse Moreau, a partire dalla trattazione di un colore spesso, ricco, inebriante, fino alla liberazione totale della tinta e della sfumatura, al punto da dissociarle dal suo soggetto. Il colore crea un’apertura, una finestra di luce, un prisma verso un aldilà pittorico.
Moreau canta le lodi del colore e del disegno come un devoto esprime la sua fede! Ponendo le sue motivazioni spirituali al di là dell’estetica, annuncia: "… sono meno portato a esprimere queste parole dell’anima […] che a rendere per così dire visibili i lampi interiori (…) che possiedono qualcosa di divino nella loro apparente insignificanza e che, tradotti attraverso i meravigliosi effetti della pura plasticità, sono capaci di aprire degli orizzonti veramente magici, oserei quasi dire sublimi". Moreau accede dunque a una ricerca di assoluto, che siamo tentati di riscoprire in Matisse come una ricerca dell’Età dell’Oro presente sin da opere di gioventù come Lusso, calma e voluttà (1904) o La Gioia di vivere (1905).
Questo stato di armonia che Matisse ha voluto porre al centro del suo metodo artistico trova tutta la sua risonanza nella sua opera testamentaria, la decorazione della Cappella del Rosario dei Domenicani di Vence. Passando progressivamente attraverso la prova della catharsis, della purificazione, grazie alla tecnica dei guazzi ritagliati Matisse raggiunge anch’egli il sublime, la spiritualità nell’arte.
In un certo qual modo Moreau e Matisse non hanno cessato di confermare questa affermazione di Mallarmé "… che il cristallo sia l’arte, o la mistica ebbrezza."
Lo scopo dunque di questa mostra non è né quello di mettere a confronto i due artisti, né di avanzare una giustificazione di ordine prettamente formale. Matisse lodò la personalità di Moreau e quest’ultimo sostenne Matisse riconoscendogli qualità d’avanguardia; eppure questo assunto non si limita a un’enumerazione di relazioni di causa e effetto. Si tratta piuttosto di guardare alle opere di Gustave Moreau nel modo in cui Matisse stesso le avrebbe scoperte, di entrare nel globo oculare di Matisse allo scopo di percepire la vera dimensione di modernità del linguaggio di Moreau e di avvertirne il lato liberatorio che ne scaturisce. Il proposito estremo di Moreau è una forma trascendentale dell’arte, che a più riprese chiama "il pensiero", “la pura plasticità”, e perfino “l’astrazione”!
Il percorso di questo evento ricalca dunque un tragitto evolutivo nel pensiero di Moreau simile a quello che il Maestro de La Danza avrebbe potuto fare egli stesso. Si tratta dunque di riscrivere la storia da Matisse verso Moreau, "controcorrente" come avrebbe detto Huysmans, autore del romanzo omonimo 2 e grande ammiratore del maestro de L’Apparizione o di Salomè. D’altra parte diceva di lui che “era questo mistico isolato nel pieno centro di Parigi.". Questa analisi verrà proposta nel corso della presentazione di quasi una sessantina di opere provenienti in esclusiva dal Musée national Gustave Moreau.
Anne Devroye-Stilz

Il contributo del commissario generale

“Come non desiderare, in occasione del cinquantenario del Musée Matisse, di evocare al Musée des Beaux-Arts, così ricco di opere di Gustave Adolphe Mossa, questo simbolista nizzardo, la figura di Gustave Moreau di cui Henri Matisse frequenta l’atelier? È in questo modo che è nato il progetto di questa mostra. Sono grato a Marie-Cécile Forest, direttrice del Musée national Gustave Moreau, per essersi gentilmente dedicata a questo progetto insieme a Anne Stilz e aver permesso così la creazione di un vero e proprio allestimento esterno del Musée national Gustave Moreau a Nizza. Il visitatore sarà invitato a scoprire rispetto all’opera di Gustave Moreau alcune delle premesse dell’opera di Henri Matisse che fu suo allievo, senza accontentarsi di esserne un semplice discepolo.
Jean-Jacques Aillagon


Gustave MOREAU
Salome tatouee (Salomè tatuata), Gustave Moreau
© RMN - R.G. Ojeda



Gustave MOREAU
Poete persan (Poeta persiano)
© RMN - R.G. Ojeda

Informazioni pratiche

Musée des Beaux Arts

33, avenue des Baumettes - 06364 Nice cedex 4
Tél : (+33) (0)4 92 15 28 28
www.musee-beaux-arts-nice.org
- Tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00 tranne il lunedì, il 1° gennaio, la domenica di Pasqua, il 1° maggio, il 25 dicembre
- Accesso nord: 33, Avenue des Baumettes & Accesso sud: 144, rue de France
Bus n°3-8-9-10-12-22-23: fermata Grosso, Rosa Bonheur- Bus navetta 38: fermata Chéret

Attività @ Musée des Beaux Arts

Giovedì 12 settembre, 17:00
Conferenza: “Gustave Moreau – Gustav Adolf Mossa”
Anne Devroye-Stilz, conservatore del Museo di Belle Arti e del Musée d’art naïf
A. Jakovsky
Giovedì 19 settembre, 17:00
Conferenza: “Henri Matisse et les Arts premiers” (Henri matisse e le Arti primarie)
Anne Devroye-Stilz, conservatore del Museo di Belle Arti e del Musée d’art naïf
A. Jakovsky
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